Il lupo non esiste

Little Pier

Il lupo non esiste

Sono il lupo, o almeno, così mi chiamano gli altri, il mio nome in realtà è Filippo, faccio sei anni tra pochi giorni.

Sono l ultimo di cinque fratelli, tutti maschi e non sono certo l orgoglio dei miei genitori, che sognavano per me un futuro da lupo coraggioso.

Loro si che lo sono, vivono in branco , amano molto le scorribande notturne, silenziosi, agili, sempre in allerta contro i pericoli, le gabbie, le tagliole e gli uomini.

I miei fratelli ed io amiamo profondamente il bosco, l odore del muschio, il fruscio delle foglie…la solitudine, siamo una vera grande famiglia

Nella mia vita tutto filava liscio, era un bel giorno per me fino a quando, non ho incontrato…..CAPPUCCETTO ROSSO!!!

I miei fratelli, la chiamavano così, perché era solita aggirarsi sola nel bosco con il suo cappottino rosso con un bel cappuccio grande in testa ed il cesto della merenda appeso al braccio che portava a sua nonna…tutti i sabati pomeriggio.

Ma quel sabato fu davvero sfortunato per me……

I miei fratellini mi avevano chiesto di accompagnare Cappuccetto Rosso fino a casa di sua nonna perché avevano visto aggirarsi nei paraggi degli uomini armati di fucile… cacciatori.

La cosa non mi andava molto a genio

In più dopo soli 3 giorni sarebbe stato il compleanno di Lulu’, la mia amata fidanzata e avevo in programma di andare da Trippo e Lillo, gli scoiattoli falegnami, a prenotare il regalo per lei… una sedia a dondolo su misura con le sue iniziali.

Ma, per colpa di Cappuccetto Rosso .. avevo il SABATO ROVINATO!!

Dunque …fatemi ricordare bene ….

Alle 9.00 mi siedo sul ceppo all ingresso del bosco ma si vede che quella mattina se l era presa comoda perché alle 10.00 non si era ancora vista,

mi viene il dubbio che essendomi appisolato 10 minuti, potrei non averla vista arrivare…. che stupido lupo peloso sono…i miei fratelli mi taglieranno la coda se le è successo qualcosa….

Mi affretto e provo a cercare le sue tracce, annuso di qua, annuso di la….

bleeeee che schifooooo un coniglio ha appena fatto una montagna di palline puzzolenti

seguo il sentiero che solitamente Cappuccetto fa per raggiungere la sua dolce nonnina…. dolce per modo di dire… non fa altro che borbottare tutto il giorno e prima con le lumache che le mangiano l insalata, poi con gli uccellini che portano via i semi, e le rane che fanno cra cra, ma mi dico, non poteva restare a vivere in paese come tutte le altre vecchiette di sto mondo ?!?

Cammino per un po ed avverto degli spari molto vicini, i cacciatori stanno disturbando ancora la quiete del nostro bosco.

Spari, spari ed ancora spari, poi rumori di foglie, di animaletti che scappano, corrono, cercano riparo…

Arrivo a casa della nonna e vedo le persiane ancora chiuse, che strano…. è sempre così mattiniera, si alza a rompere le scatole agli scoiattoli fin dalle prime luci del mattino, guarda l orto, sistema i fiori, borbotta e sveglia tutti gli animali che d inverno se ne vanno in letargo …

Ad un certo punto avverto un rumore dall interno, come un colpo di tosse ed un fruscio, guardo ancora, ma nulla.

Se avessi una bella voce, proverei a chiamarla, ma con questo vocione finirei con lo spaventarla a morte…

Oddio… e se si fosse sentita male?

E se fosse caduta e avesse perso i sensi?

non posso certo star qui con le zampe nelle zampe!!

Decido di dare una sbirciatina dalla porta d ingresso, giro la manopola, la porta è aperta… infilo appena appena il naso, ma essendo così lungo è come se avessi messo tutto il muso in casa.

SBANG!!!

mi arriva una padellata dritta dritta sulla testa, urla, calci, pugni, la nonnina pensando che fossi un ladro si era nascosta dietro l armadio e aveva pensato bene di catturarmi, inutile provare a spiegarle la ragione della mia visita, sembrava capitan uncino con le tarantole nelle scarpe.

Non ho scelta, l unico modo per fermarla è inghiottirla senza ferirla, farne un unico e solo boccone e tenerla nella pancia fino a quando non decide di ascoltare cio che ho da dirle…

Allora, la ingoio con velocità così che lei non possa sentire dolore ma solo il calore del mio stomaco, anche nella pancia si dibatte come un pipistrello, gira, rigira, cerca di uscire, urla….

CHE MAL DI PANCIA INSOPPORTABILEEEEEEEE!!!

Nell attesa che si calmi un po, mi sdraio sul letto per farmi un bel pisolino e farmi passare questo mal di pancia, ma, ecco che entra cappuccetto rosso.

E che cavolo, ma tutte a me oggi!

Cappuccetto si avvicina, mi guarda… io guardo lei, bella bambina, un viso simpatico, occhi espressivi, guance tonde, non come quelle due bamboline insignificanti come Biancaneve e Cenerentola

Ad un certo punto mi fa una specie di interrogatorio, che occhi grandi che hai, che orecchie grandi che hai, e le mani… e i piedi.. e che cavolo! non saro il principe azzurro ma ho il mio fascino…

Poi, tutta concentrata, mi guarda il muso e mi dice: “che bocca grande che hai“

E con tono di voce rassicurante, le rispondo “ per mangiare meglio” ma lei credo capisca “ per mangiarti meglio” e si mette ad urlare come un il mio amico Jonny tacchino quando vince a poker, allora mi alzo di scatto per cercare di calmarla mentre la nonna nella pancia si scatena e grida anche lei… ma ecco che, arriva lui, Arciboldo cacciatore che, non avendo combinato un cavolo per tutta la mattina, vestito come Rambo, sfodera un coltello tutto arrugginito e pensa bene di tagliarmi la pancia, un maleeeeee pazzesco ma almeno mi libera da quell indemoniata della nonna che mi aveva attorcigliato tutte le budella.

Svengo.

Quando mi sveglio non riesco a credere ai miei occhi… sono nel letto della nonna, con un filo rosa che mi chiude la pancia, la cuffietta, le calzine con i fiocchetti…. Orroreeeee perfino le mutandine!!

Ma cos ho fatto di male per meritarmi tutto questo…

IO sono un LUPOOOOO …se mi vedessero i miei fratelli con le mutande e la cuffietta, sarei spacciato…

Ti ho prestato i miei vestiti”, disse la nonna, finalmente normale. “Perché mi hai mangiato?”

Per non farti gridare!” risposi. “Io non volevo farti del male. Sono un lupo buono e vorrei si sapesse in giro. Sono un lupo gentile, sai? E comunque mi chiamo Filippo!” La nonna mi strinse la zampa. Dai suoi occhi capii che aveva deciso di darmi fiducia.

Iniziammo a incontrarci per il the delle cinque e diventammo buoni amici. Scoprimmo di essere entrambi bravi cuochi e, presi da un momento di follia, decidemmo di aprire “Lupo dolce”, un negozio di biscotti e marmellate.

Come vi dicevo all’inizio della storia, sono il lupo, o almeno, così mi chiamano gli altri, ma da molti mesi ormai il mio nome non fa pensare alla paura, ma solo a dolcetti e leccornie.